Statua di San Tommaso D’Aquino - Pro Loco

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Statua di San Tommaso D’Aquino

ROCCASECCA
 
 

STATUA DI SAN TOMMASO D’AQUINO
 
Giuliano Vangi (2002)


La statua raffigurante San Tommaso D’Aquino, Doctor Angelicus, è stata realizzata dallo sculture di fama mondiale Giuliano Vangi.


L’imponente scultura in marmo di Coreno, alta quasi 10 metri, che in origine doveva essere posta ai piedi del monte Asprano, accanto alla chiesa di San Tommaso, a guardia della Valle del Liri, è collocata all’entrata del centro storico, in via Santa Maria Nuova. 



 

Viene inaugurata il 28 maggio del 2005 con una cerimonia solenne.
Tra i presenti a questo emozionante evento, oltre a numerose figure politiche e religiose, il Maestro Giuliano Vangi, i Padri Domenicani della Pontificia Università 
“San Tommaso D’Aquino” (ANGELICUM), il critico e storico dell’arte Prof. Floriano De Santi. 



Giuliano Vangi è nato il 13 marzo 1931 a Barberino di Mugello. Compiuti gli studi all’Istituto d’Arte di Firenze, dove è stato allievo di Bruno Innocenti, ha insegnato scultura all’Istituto d’Arte di Pesaro e Cantù. Dal 1959 al 1962 è vissuto in Brasile, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti.
 
Fondamentale è stato l’incontro con Carlo Ludovico Ragghianti, curatore nel 1967 della grande mostra fiorentina di Palazzo Strozzi. Il suo lavoro conquista, dopo l’Italia, l’Europa con mostre a Stoccarda, Monaco, Francoforte, Amburgo, Londra, Karlsruhe, Charleroi. Oltre agli Stati Uniti, con l’esposizione nel 1981 alla Sindin Gallery di New York; e al Giappone, nel 1988, con una personale alla Gallery Universe di Tokyo.
 
Memorabile è stata nel 1989 la mostra alla Promotrice delle Belle Arti di Torino che per la qualità delle 31 opere inedite e la cura dell’allestimento è stata definita da Roberto Tassi sul quotidiano La Repubblica “la più bella mostra vista in Italia negli ultimi trent’anni”.
 
Nel 1991 Maurizio Calvesi presenta a Napoli, nella suggestiva cornice di Castel Sant’Elmo, un’antologica con un importante e possente gruppo di grandi sculture in pietra lavica.
 
Nel 1995 partecipa alla Biennale di Venezia del Centenario presentando cinque opere inedite che, nei diversi materiali elettivi adoperati dallo scultore, affrontano le tematiche caratteristiche di Vangi.
Dello stesso anno la fondamentale mostra di Forte Belvedere a Firenze, con maestose installazioni poste all’esterno, che consacra l’artista come il più grande scultore figurativo vivente; è l’inizio di un percorso che prosegue a Roma con l’esposizione a Palazzo Firenze (avvenimento con il quale la Società Dante Alighieri riprende l’attività espositiva) e a Pesaro, città in cui l’artista risiede. In occasione della collocazione di un’opera di Vangi nella sede di Palazzo Montani-Antaldi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro promuove una mostra sugli “Studi per un Crocifisso”, successivamente trasferita a Firenze, alla Galleria degli Uffizi.
 
Nella primavera del 2001, al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo vengono esposte, in tre grandi sale, 25 sculture tra le più significative del percorso artistico di Vangi, 11 delle quali inedite. Ad Hakone, nella più importante sede museale nipponica di scultura contemporanea, vengono presentate le opere destinate al museo di Mishima.
Il 27 aprile 2002 si inaugura a Mishima il Vangi Sculpture Garden Museum e nello stesso anno gli viene assegnato il “Praemium Imperiale”. http://www.vangi-museum.jp/it/index.html
Nella primavera 2002, al Museo Piaggio”Giovanni Alberto Agnelli” di Pontedera ha luogo la mostra “ Vangi l’Uomo”, davanti al Municipio viene collocata la scultura “Ragazza in piedi”2001.
Nell’autunno dello stesso anno alla Park Ryu Sook Gallery di Seoul viene allestita un’importante personale.
Nell’estate del 2004 due importanti eventi si passano il testimone, dalla Rotonda della Besana a Milano, dove nella mostra “Grande Racconto” viene presentato un ciclo di opere nuove, alla Chiesa di Sant’Agostino a Pietrasanta.
Nel maggio 2005 ha avuto luogo al Palazzo della Ragione di Padova una prestigiosa personale.
A Vangi sono stati assegnati tra gli altri il Premio dei Lincei e quello del Presidente della Repubblica, il Michelangelo, il Praemium Imperiale nipponico e, di recente, il premio per la scultura "Libero Andreotti". Tre grandi opere sono state collocate all'interno di un parco privato a Seul, in Corea.
Nel 2007, in occasione della "Primavera italiana in Giappone", è stata inaugurata la personale di Vangi all'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo.
 
Nel 2014 Vangi. Opere 1994-2014 al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO). Un viaggio nel cuore dell’uomo e nel destino della forma plastica, a cura di Gabriele Simongini, con l’allestimento progettato da Mario Botta e l’organizzazione dello Studio Copernico di Milano.
 
Numerose, infine, sono state le commesse pubbliche che negli ultimi anni hanno impegnato Vangi in lavori prestigiosi:
v  Nel 1996 nel centro storico di Siena, per la prima volta dopo 400 anni, viene collocata l’opera di un artista contemporaneo: una lupa, simbolo della città. Per Firenze realizza una statua in bronzo dedicata al patrono San Giovanni Battista che viene collocata sul Lungarno Torreggiani nei pressi di Ponte Vecchio e di fronte agli Uffizi.
v  Nel 1997, per il Duomo di Padova, l’artista affronta forse il suo incarico più impegnativo realizzando il nuovo presbiterio, l’altare, l’ambone, la cattedra vescovile e un grande crocifisso di circa tre metri d’altezza.
v  Nel 1998 esegue per la nuova sede della Banca d’Italia alla periferia di Roma la “Donna con albero”, gigantesca scultura di oltre cinque metri realizzata usando diversi tipi di granito e collocata di fronte all’ufficio del Governatore dell’Istituto di emissione.
v  Nel 2000 ultima “Varcare la Soglia” per il nuovo ingresso dei Musei Vaticani: da un blocco di marmo bianco che si sgretola sorge l’uomo nuovo del terzo millennio, mentre ai lati sono rappresentate due immagini di Papa Giovanni Paolo II: nella prima il Pontefice è raffigurato giovane e battagliero, nell’altra più raccolto e spirituale.
v  Nel 2002 ha ultimato per il comune di Roccasecca una grande scultura in pietra locale di circa 10 metri d’altezza raffigurante San Tommaso d’Aquino. 
v  Nel 2004 conclude l’ambone per la grande chiesa di San Giovanni Rotondo dedicata a Padre Pio da Pietrelcina e progettata dall’architetto Renzo Piano. L’opera in pietra garganica, che affronta il tema di Maria di Magdala e delle pie donne al Sepolcro, si compone di undici figure in grandezza naturale. Nello stesso anno per il Duomo di Pisa realizza il nuovo altare e l’ambone.
v  Nel 2012 realizza il nuovo presbiterio del Duomo di Arezzo.

 
 
 
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