Castello dei Conti D’Aquino - Pro Loco

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Castello dei Conti D’Aquino

ROCCASECCA
 
 


Fatto costruire dall’abate Mansone di Montecassino nel 994 per cautelarsi dalle invadenze dei conti d’Aquino, al castello, i cui resti incorniciano la vetta del monte Asprano, fu dato il nome di Roccasecca, a testimonianza della grave e persistente penuria d’acqua.
Nel 996, scomparso tragicamente Mansone, Adenolfo III di Aquino si impadronì del Castello e lo rase al suolo. 
Con l’avvento dei Normanni e la sconfitta dei Longobardi, il castello, ritornò nelle mani di Montecassino, tanto è vero che nel 1066 l’abate Desiderio fece incidere il nome di Roccasecca sulle celebri porte bronzee.
Nel 1140 il re Ruggero II, per ricompensare i signori d’Aquino dei servigi ottenuti, concesse loro alcuni possedimenti fra cui il castello di Roccasecca.

Nel 1197 Rinaldo e Landolfo d’Aquino, asserragliati nel loro maniero, sostennero splendidamente l’assedio delle truppe imperiali di Enrico VI.

Nel (1224 o 1225),nel castello, da quel Landolfo e da donna Teodora Caracciolo, nacque Tommaso d’Aquino, "Doctor Angelicus".
In seguito alla congiura di Capaccio Federico II di Svevia punì i d’Aquino privandoli del possesso dei loro feudi. Con l’avvento di Carlo d’Angiò il castello di Roccasecca tornò ai legittimi proprietari, anche se suddiviso in tre parti.
Nel 1411, nella piana sottostante, fu combattuta una cruenta battaglia fra le truppe napoletane del re Ladislao e quelle di Luigi d’Angiò, che ebbero la meglio.

Nel 1503, i capitani spagnoli Villalba e Pizarro, chiusi nel castello di Roccasecca, sostennero un vigoroso assedio delle truppe francesi che, infastidite della resistenza, rinunciarono all’impresa.
Nella metà del ‘500, il castello venne abbandonato e la popolazione si spostò nella zona pedemontana, dando vita alla moderna cittadina di Roccasecca.


P. Cataldi, F. Riccardi, "Rocccasecca immagini e ricordi", 1997.

 
 
 
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