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Borgo Caprile (frazione)

ROCCASECCA
 
 

L’antico borgo di Caprile sorse in pieno periodo medievale. Sito poco al di sotto della rupe, nelle immediate vicinanze dell’Eremo di Sant’Angelo e vicino a quelli che oggi sono frequentatissimi settori di arrampicata. (

climbing
)
Ad esso fu dato il nome di CAPRILE, forse a significare che la località era poco accessibile e solo le capre vi potevano praticare: ad ogni modo non è da escludere che tale nome sia derivato dalla massiccia presenza di capre della quale, oggi giorno, si è persa ogni traccia (Riccardi-Cataldi,1997).
Alla fine del Medioevo, il vecchio borgo, fu quasi completamente abbandonato ed il nuovo Caprile fu edificato più in basso, in una zona pedemontana, il cui fulcro era ed è tuttora costituito dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie le cui origini si fanno risalire al XIV secolo. Al contrario della facciata, realizzata in puro stile romanico, l’interno della chiesa segue le linee della decorazione barocca, con tutta una serie di fregi, di stucchi, e di rosoni che le dona un aspetto solenne e maestoso. Di gran pregio sono due oli su tavola del XVI secolo, raffiguranti la Visitazione e la Madonna di Pompei, attribuiti a Marco Mazzaroppi,  nonché un affresco con S. Sebastiano, S. Rocco e S. Tommaso D’Acquino [..].(Riccardi-Cataldi,1997)
Da sottolineare, inoltre, la splendida statua della Madonna del Rosario, risalente agli inizi del XVII secolo, ricavata interamente da un albero di pero.
Davanti la chiesa si trova poi una piccola piazzetta, da cui poter ammirare un meraviglioso panorama caratterizzato dalla campagna sottostante, che si estende fino a Monti Ausoni.
Tutta la vita del borgo scorre al ritmo dell’antico orologio ottocentesco; ad ogni quarto due campanelle battono le ore e il suono diffonde a partire dall’alto della torre campanaria.
Dalla piazza, infine, nasce una serie di vicoli e di viuzze che, come vere e proprie diramazioni, attraversano l’intero borgo.
E’ forse questa la caratteristica più viva ed originale di Caprile: infatti basta percorrere uno di tali vicoli, rigorosamente lastricati in pietra candida, per avere la sensazione di trovarsi nel bel mezzo di un ambiente trecentesco. (Riccardi-Cataldi,1997)
 
 
F. Riccardi, P. Cataldi,  “Rocccasecca immagini e ricordi”, 1997.
Foto: Antonio De Carolis, Tommasino Marsella

 
 
 
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